Beat Street Reviews

  • Apr 26, 2017

    Classic hip hop movie.

    Classic hip hop movie.

  • Dec 08, 2016

    This should be in the top 100 of any Christmas Movie list!

    This should be in the top 100 of any Christmas Movie list!

  • Apr 13, 2015

    Like most things 80's,this film is dated,long forgotten and wistfully overrated.

    Like most things 80's,this film is dated,long forgotten and wistfully overrated.

  • Mar 22, 2015

    Surprisingly endearing 80s hip hop/breakdance film. Okay, the film isn't really a breakdance film, but I did get excited about that part. The film is more a time capsule of the early days of hip hop culture. Rae Dawn Chong is the only actor I was familiar with, but there are a number of recognizable musicians who perform in the film. The film tells the story of a group of up and comers looking for their breakout opportunities. It's nothing brilliant, but it's entrtaingin and features a likable cast of characters, along with a nostalgic 80s soundtrack that's worth checking out.

    Surprisingly endearing 80s hip hop/breakdance film. Okay, the film isn't really a breakdance film, but I did get excited about that part. The film is more a time capsule of the early days of hip hop culture. Rae Dawn Chong is the only actor I was familiar with, but there are a number of recognizable musicians who perform in the film. The film tells the story of a group of up and comers looking for their breakout opportunities. It's nothing brilliant, but it's entrtaingin and features a likable cast of characters, along with a nostalgic 80s soundtrack that's worth checking out.

  • Jan 08, 2013

    (***): [img]http://images.rottentomatoes.com/images/user/icons/icon14.gif[/img] A fun film.

    (***): [img]http://images.rottentomatoes.com/images/user/icons/icon14.gif[/img] A fun film.

  • Jul 18, 2012

    DVD Breaking Collection

    DVD Breaking Collection

  • Jun 15, 2012

    Fra tutte le pellicole dedicate alla cultura hip hop old skool, questa, sicuramente, è la migliore, e quella che rappresenta meglio lo spirito "street style" dei giovani newyorkesi degli anni ottanta, "discepoli" di questa "nuova onda" dei ghetto, la quale cambiò per sempre il modo di concepire e realizzare musica. Il contesto che viene messo in luce si allontana parecchio dai luoghi comuni della comunità afroamericana. New York City si discosta notevolmente da quella città patinata di matrice hollywoodiana, e la regia ci mette sotto gli occhi un Bronx che, fino a quel momento, era quasi completamente inedito al pubblico del vecchio continente: quello delle jam session a ritmo di scretch e tecniche di turntablism organizzate negli edifici abbandonati, degli originali MC che si esibivano alle feste con il loro avveniristico freestyle ed i beat-boxer, o delle gare di danza fra i giovanissimi gruppi di break dancer come i Rocksteady Crew, e i New York City Breakers. Guy Davis invece interpreta uno dei primi disc jockey che cominciarono a produrre musica in prima persona con l'uso di pattern e sintetizzatori (prima forma di house music?). Il genere, più che il Rap nello stampo più classico, è prevalentemente l'electro funk: sotto-genere dell'hip hop, ormai estinto, che univa la metrica del break tempo con i suoni delle Roland 808, particolarmente in auge nelle discoteche americane poco prima che si affermasse definitivamente, nella tarda metà del decennio, la Chicago House di Marshall Jefferson e Steve "Silk" Hurley (se vi volete fare un'idea del tipo di sound, vi consiglio di ascoltare in streaming la radio "WBMX hot mix classics"). Naturalmente, l'inventore di questo stile di dance music, Afrika Bambaataa, fa la sua bella comparsa in una scena all'interno del Roxy assieme ai suoi "Soulsonic Force" (dai vestiti veramente buffi!! francamente... tra i "rapper" attuali, chi avrebbe il coraggio di preparare una performance così bella e divertente?). Ci sono comunque molte altre nostalgiche "meteore" che hanno segnato la nascita e l'evoluzione di questa corrente. C'è anche una parte drammatica, legata alla storia di un giovane "graffiti writer" portoricano, ed una sottovicenda romantica, focalizzata sul legame tra il già citato dj e una studentessa, coreografa in un prestigioso college (Rae Dawn Chong, l'unica attrice "famosa" che ho riconosciuto). Lo script, ad ogni modo, non si allontana troppo dalla sua natura di estrazione televisiva (il regista di Beat Street ai tempi fu molto attivo nell'ambito delle serie tv statunitensi). Storico e musicalmente sorprendente il finale, all'insegna di quello che fu l'ecletticismo multiculturale della grande mela.

    Fra tutte le pellicole dedicate alla cultura hip hop old skool, questa, sicuramente, è la migliore, e quella che rappresenta meglio lo spirito "street style" dei giovani newyorkesi degli anni ottanta, "discepoli" di questa "nuova onda" dei ghetto, la quale cambiò per sempre il modo di concepire e realizzare musica. Il contesto che viene messo in luce si allontana parecchio dai luoghi comuni della comunità afroamericana. New York City si discosta notevolmente da quella città patinata di matrice hollywoodiana, e la regia ci mette sotto gli occhi un Bronx che, fino a quel momento, era quasi completamente inedito al pubblico del vecchio continente: quello delle jam session a ritmo di scretch e tecniche di turntablism organizzate negli edifici abbandonati, degli originali MC che si esibivano alle feste con il loro avveniristico freestyle ed i beat-boxer, o delle gare di danza fra i giovanissimi gruppi di break dancer come i Rocksteady Crew, e i New York City Breakers. Guy Davis invece interpreta uno dei primi disc jockey che cominciarono a produrre musica in prima persona con l'uso di pattern e sintetizzatori (prima forma di house music?). Il genere, più che il Rap nello stampo più classico, è prevalentemente l'electro funk: sotto-genere dell'hip hop, ormai estinto, che univa la metrica del break tempo con i suoni delle Roland 808, particolarmente in auge nelle discoteche americane poco prima che si affermasse definitivamente, nella tarda metà del decennio, la Chicago House di Marshall Jefferson e Steve "Silk" Hurley (se vi volete fare un'idea del tipo di sound, vi consiglio di ascoltare in streaming la radio "WBMX hot mix classics"). Naturalmente, l'inventore di questo stile di dance music, Afrika Bambaataa, fa la sua bella comparsa in una scena all'interno del Roxy assieme ai suoi "Soulsonic Force" (dai vestiti veramente buffi!! francamente... tra i "rapper" attuali, chi avrebbe il coraggio di preparare una performance così bella e divertente?). Ci sono comunque molte altre nostalgiche "meteore" che hanno segnato la nascita e l'evoluzione di questa corrente. C'è anche una parte drammatica, legata alla storia di un giovane "graffiti writer" portoricano, ed una sottovicenda romantica, focalizzata sul legame tra il già citato dj e una studentessa, coreografa in un prestigioso college (Rae Dawn Chong, l'unica attrice "famosa" che ho riconosciuto). Lo script, ad ogni modo, non si allontana troppo dalla sua natura di estrazione televisiva (il regista di Beat Street ai tempi fu molto attivo nell'ambito delle serie tv statunitensi). Storico e musicalmente sorprendente il finale, all'insegna di quello che fu l'ecletticismo multiculturale della grande mela.

  • May 20, 2012

    This movie really helps you to appreciate the art of break dancing.

    This movie really helps you to appreciate the art of break dancing.

  • May 12, 2012

    Wow I used to own this movie and watch it over and over again thinking it was sooo cool (during my break dance days). Electric Boogaloo was better this this the only thing that was cool about this movie was the break dance scenes. I mean I know that this was in the 80's but bleh.

    Wow I used to own this movie and watch it over and over again thinking it was sooo cool (during my break dance days). Electric Boogaloo was better this this the only thing that was cool about this movie was the break dance scenes. I mean I know that this was in the 80's but bleh.

  • May 09, 2012

    Decent (not GOOD) display of hip hop roots...

    Decent (not GOOD) display of hip hop roots...